Il Maestro ci da nuovi progetti per coltivare e ordinare pensieri e opere del nostro fare, come conseguenza di nuovi approcci in movimento, per comprendere e fare nessi oltre il nostro sapere.
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L'antroposofia ci dice che l'ordine sociale è creato dagli uomini e che è il risultato di pensieri e sentimenti umani.
Quindi si dovrebbe COLTIVARE pensieri e sentimenti e non cambiare l'ordine sociale.
Un esoterico chiede: da dove viene questa condizione degna di essere cambiata?
Quindi le condizioni sono come sono ora perché gli uomini li hanno resi tali attraverso i loro pensieri e sentimenti INADEEGUATI.
La scienza spirituale vuole implementare una potente educazione delle nostre forze dell'anima più intime affinché la vita sociale si plasmi da altri pensieri e sentimenti.
Questo significa che la scienza spirituale non ha una ricetta brevettata su come questo o quello debba essere fatto su questo o quel post, non giudica nessuno, ma è molto sicuro che ognuno arriverà ad un giusto giudizio se è permeato dalle verità fondamentali.
Una di queste VERITÀ è che povertà, miseria e sofferenza non sono altro che il risultato dell'EGOISMO.
Bisognerebbe vederla come una legge della natura.
Un uomo è EGOTISTICO non appena vive secondo il principio:
DEVO ESSERE REMUNERATO PERSONALMENTE, DEVO ESSERE PAGATO PERSONALMENTE, DEVO ESSERE PAGATO PER IL LAVORO CHE FACCIO.
Un esoterico deve chiedersi se è davvero il lavoro ciò che sostiene la vita.
Il lavoro non ha importanza se non è diretto saggiamente.
Ciò che serve agli uomini può essere prodotto e realizzato solo attraverso la saggezza che gli uomini ci mettono.
Chi non lo capisce e chi pecca anche leggermente contro, pecca contro il pensiero sociale del tempo presente.
Riflessione in tutte le sue fasi possibili rafforza il pensiero.
Un socialdemocratico che riflette su come creare lavoro per liberarsi dalla disoccupazione sta pensando asocialmente al massimo grado.
Invece l'importante è che il lavoro va usato solo per l'essere umano, per creare prodotti di valore.
In una comunità sociale l'impulso lavorativo deve essere nella devozione per l'insieme, e mai nella personalità di un uomo.
Ne consegue che il reale progresso sociale è possibile solo se lavoro per il bene dell'insieme.
In altre parole: il lavoro che faccio non deve essere per me stesso.
*RUDOLF STEINER* Amburgo, 3-3-'06 Lezione 7 - 266. Lezioni di esoterico I - Archivio Rudolf Steiner
